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Adozioni
Abbiamo raggiunto 246 adozioni!
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Articolo della giornalista Sondra Coggio uscito ieri su Il Secolo XIX.
L'articolo illustra i dati sulle adozioni dei cani nella nostra provincia.
 
Per agevolarne la lettura riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:
 
Negli ultimi tre anni, fra l’inizio del 2019 e la fine del 2021, il canile comunale della Spezia, unica struttura pubblica della provincia, ha dati in adozione ben 109 cani, partendo da una dotazione di meno di 100. Nello stesso periodo, partendo da una base di oltre 120, il canile convenzionato del Pezzino, a Porto Venere, ha registrato solo 64 adozioni. Emerge dai dati aggiornati in questi giorni dalla sanità veterinaria spezzina. Aggiungendo anche il dato del 2018, quando le adozioni erano state rispettivamente 43 e 13, la differenza si allarga ancora. Si arriva a 152 adozioni in quattro anni, al comunale, contro le 77 del rifugio delle Grazie. Al canile di San Venerio i cani ospiti viaggiano ormai stabilmente al di sotto di quota 100. Al Pezzino Asl ne registra 125 a fine 2021. Per dare un’idea di quanto siano migliorate le cose nell’ultima dozzina di anni, basta guardare i numeri della fine del 2010. A San Venerio i cani erano 170, al Pezzino 237. A fine 2017, San Venerio era sceso a 114, il Pezzino a 158. Gli abbandoni sono diventati finalmente meno numerosi. Altro dato registrato dalla Asl, la moria di cani al Pezzino: ben 24 decessi nel 2018, altri 29 nel 2019, altri 25 nel 2020, più altri 12 nel 2021. In quattro anni il rifugio di Porto Venere ha dichiarato ben 90 decessi, a fronte dei 3, più 14, più 7 più 5 casi del canile pubblico, in tutto 29, negli stessi quattro anni. Sono statistiche interessanti, quelle che la sanità pubblica pone all’esame dei sindaci. L’evidenza successo del Comune della Spezia nelle adozioni, sicuramente deriva dall’operazione di trasparenza e di informazione dell’ente e dei volontari de L’Impronta, che gestiscono il canile ed hanno un cellulare sempre attivo, una pagina Fb, un sito con le foto e i video dei cani e dei gatti da adottare. Il Pezzino non ha una pagina social. Ed i sindaci dei numerosi Comuni convenzionati non pubblicano assolutamente niente sui propri cani da adottare. Arcola pubblica solo gli atti sulla liquidazione delle spese. E così Vezzano. Mentre i cani ospiti del canile spezzino vengono pubblicizzati ovunque, i cani che i sindaci inviano al Pezzino non vengono nemmeno nominati. Magari potrebbero trovare una famiglia, se la gente sapesse che esistono.
 
 
Articolo della giornalista Sondra Coggio uscito ieri su Il Secolo XIX.
L'articolo illustra i dati sulle adozioni dei cani nella nostra provincia.
 
Per agevolarne la lettura riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:
 
Negli ultimi tre anni, fra l’inizio del 2019 e la fine del 2021, il canile comunale della Spezia, unica struttura pubblica della provincia, ha dati in adozione ben 109 cani, partendo da una dotazione di meno di 100. Nello stesso periodo, partendo da una base di oltre 120, il canile convenzionato del Pezzino, a Porto Venere, ha registrato solo 64 adozioni. Emerge dai dati aggiornati in questi giorni dalla sanità veterinaria spezzina. Aggiungendo anche il dato del 2018, quando le adozioni erano state rispettivamente 43 e 13, la differenza si allarga ancora. Si arriva a 152 adozioni in quattro anni, al comunale, contro le 77 del rifugio delle Grazie. Al canile di San Venerio i cani ospiti viaggiano ormai stabilmente al di sotto di quota 100. Al Pezzino Asl ne registra 125 a fine 2021. Per dare un’idea di quanto siano migliorate le cose nell’ultima dozzina di anni, basta guardare i numeri della fine del 2010. A San Venerio i cani erano 170, al Pezzino 237. A fine 2017, San Venerio era sceso a 114, il Pezzino a 158. Gli abbandoni sono diventati finalmente meno numerosi. Altro dato registrato dalla Asl, la moria di cani al Pezzino: ben 24 decessi nel 2018, altri 29 nel 2019, altri 25 nel 2020, più altri 12 nel 2021. In quattro anni il rifugio di Porto Venere ha dichiarato ben 90 decessi, a fronte dei 3, più 14, più 7 più 5 casi del canile pubblico, in tutto 29, negli stessi quattro anni. Sono statistiche interessanti, quelle che la sanità pubblica pone all’esame dei sindaci. L’evidenza successo del Comune della Spezia nelle adozioni, sicuramente deriva dall’operazione di trasparenza e di informazione dell’ente e dei volontari de L’Impronta, che gestiscono il canile ed hanno un cellulare sempre attivo, una pagina Fb, un sito con le foto e i video dei cani e dei gatti da adottare. Il Pezzino non ha una pagina social. Ed i sindaci dei numerosi Comuni convenzionati non pubblicano assolutamente niente sui propri cani da adottare. Arcola pubblica solo gli atti sulla liquidazione delle spese. E così Vezzano. Mentre i cani ospiti del canile spezzino vengono pubblicizzati ovunque, i cani che i sindaci inviano al Pezzino non vengono nemmeno nominati. Magari potrebbero trovare una famiglia, se la gente sapesse che esistono.
 
 

Articolo della giornalista Sondra Coggio uscito ieri su Il Secolo XIX.
L'articolo spiega come abbiamo fatto a rendere più confortevole e fresca questa torrida estate per tutti gli ospiti della struttura.
 
Per agevolarne la lettura riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:
 

Ottantacinque gabbie, tutte dotate di nebulizzatore e di vaschetta per bagnarsi le zampe e rinfrescarsi. E, ancora, impianti di ventilazione.
E metri e metri di ombreggiante. «Perché la parola canile sembra quasi brutta – spiega Pierandrea Fosella – ma è invece una bella cosa, se ci si impegna perché la sia. E accoglie cani e gatti in difficoltà, finché non si riesce a trovare loro una famiglia».
I volontari dell’Impronta hanno trasformato il rifugio comunale in una struttura modello.
Le adozioni sono tantissime. La cura è costante.
E, in collaborazione con il Comune, sono stati fatti interventi di risanamento radicale.
Il caldo, adesso, non fa più paura. «Le stanze dei nostri vecchietti sono attrezzate con condizionatori e ventilatori – spiega Fosella - nelle gabbie abbiamo optato per gli impianti di nebulizzazione».
I ragazzi hanno una pagina ed un sito in cui si possono vedere foto e video di cani e gatti, sgambo e attività quotidiana.
«I fondi del 5 per mille, nel 2021, sono arrivati da ben 343 cittadini – ringrazia Fosella – e noi, con questi aiuti, abbiamo fatto nuovi spazi attrezzati.
Abbiamo installato dei sensori per la pioggia, perché in caso di precipitazioni non si accendano inutilmente i nebulizzatori. Un computerino ci aiuta a accendere e spegnere con orari differenziati, a seconda dell’esposizione delle gabbie al sole». Tutto è gestibile anche da remoto, attraverso un sistema wi-fi.
«Le ombreggine aiutano – aggiunge - abbassano la temperatura percepita di svariati gradi. Le mettiamo a fine maggio le togliamo a settembre, è un lavoro lungo e complicato ma l’ombra è importantissima»
.Non è tutto. «Ora ogni sgambo ha la sua piscinetta, che viene svuotata pulita ogni sera – spiega - in modo da avere sempre acqua fresca il giorno dopo.
Il nostro sogno è realizzare una vera piscina, il progetto lo abbiamo già su carta, perché una nostra volontaria è geometra. Stiamo cercando i soldi».
Sono state messe vaschette da lavoro, le mastre, in ogni gabbia. «Ce le hanno regalate i cittadini – ringrazia, ancora, Pierandrea – tutto questo è possibile grazie alla città, che ci sostiene e che ci permette di migliorare la vita dei cani e dei gatti».
I ragazzi hanno vinto il nuovo bando di gestione del canile comunale.
Avranno sei anni di lavoro, ancora, e di sogni da realizzare.
Articolo della giornalista Sondra Coggio uscito ieri su Il Secolo XIX.
L'articolo spiega come abbiamo fatto a rendere più confortevole e fresca questa torrida estate per tutti gli ospiti della struttura.
 
Per agevolarne la lettura riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:
 
Ottantacinque gabbie, tutte dotate di nebulizzatore e di vaschetta per bagnarsi le zampe e rinfrescarsi. E, ancora, impianti di ventilazione.
E metri e metri di ombreggiante. «Perché la parola canile sembra quasi brutta – spiega Pierandrea Fosella – ma è invece una bella cosa, se ci si impegna perché la sia. E accoglie cani e gatti in difficoltà, finché non si riesce a trovare loro una famiglia».
I volontari dell’Impronta hanno trasformato il rifugio comunale in una struttura modello.
Le adozioni sono tantissime. La cura è costante.
E, in collaborazione con il Comune, sono stati fatti interventi di risanamento radicale.
Il caldo, adesso, non fa più paura. «Le stanze dei nostri vecchietti sono attrezzate con condizionatori e ventilatori – spiega Fosella - nelle gabbie abbiamo optato per gli impianti di nebulizzazione».
I ragazzi hanno una pagina ed un sito in cui si possono vedere foto e video di cani e gatti, sgambo e attività quotidiana.
«I fondi del 5 per mille, nel 2021, sono arrivati da ben 343 cittadini – ringrazia Fosella – e noi, con questi aiuti, abbiamo fatto nuovi spazi attrezzati.
Abbiamo installato dei sensori per la pioggia, perché in caso di precipitazioni non si accendano inutilmente i nebulizzatori. Un computerino ci aiuta a accendere e spegnere con orari differenziati, a seconda dell’esposizione delle gabbie al sole». Tutto è gestibile anche da remoto, attraverso un sistema wi-fi.
«Le ombreggine aiutano – aggiunge - abbassano la temperatura percepita di svariati gradi. Le mettiamo a fine maggio le togliamo a settembre, è un lavoro lungo e complicato ma l’ombra è importantissima»
.Non è tutto. «Ora ogni sgambo ha la sua piscinetta, che viene svuotata pulita ogni sera – spiega - in modo da avere sempre acqua fresca il giorno dopo.
Il nostro sogno è realizzare una vera piscina, il progetto lo abbiamo già su carta, perché una nostra volontaria è geometra. Stiamo cercando i soldi».
Sono state messe vaschette da lavoro, le mastre, in ogni gabbia. «Ce le hanno regalate i cittadini – ringrazia, ancora, Pierandrea – tutto questo è possibile grazie alla città, che ci sostiene e che ci permette di migliorare la vita dei cani e dei gatti».
I ragazzi hanno vinto il nuovo bando di gestione del canile comunale.
Avranno sei anni di lavoro, ancora, e di sogni da realizzare.


Vogliamo condividere con voi questo bell'articolo che parla di noi, uscito su Il Secolo XIX e scritto dalla giornalista Sondra Coggio.


La gioia più grande di questi anni di gestione del Canile Municipale della Spezia è stata quella di essere riusciti a donare ai cani e gatti ospiti la qualità della vita che hanno sempre meritato, una vita degna di essere vissuta.....anche in un canile.
Ma lasciatecelo dire siamo riusciti a dimostrare quello che abbiamo sempre pensato!!!
Noi abbiamo sempre creduto che sia possibile ed economicamente sostenibile gestire un canile in maniera trasparente, non facendo mancare nulla ai suoi ospiti, somministrando cibo di qualità e cure adeguate ed investendo tutto quel poco che avanza in continue migliorie della struttura.
Noi non siamo diventati
Vogliamo condividere con voi questo bell'articolo che parla di noi, uscito su Il Secolo XIX e scritto dalla giornalista Sondra Coggio.
La gioia più grande di questi anni di gestione del Canile Municipale della Spezia è stata quella di essere riusciti a donare ai cani e gatti ospiti la qualità della vita che hanno sempre meritato, una vita degna di essere vissuta.....anche in un canile.
Ma lasciatecelo dire siamo riusciti a dimostrare quello che abbiamo sempre pensato!!!
Noi abbiamo sempre creduto che sia possibile ed economicamente sostenibile gestire un canile in maniera trasparente, non facendo mancare nulla ai suoi ospiti, somministrando cibo di qualità e cure adeguate ed investendo tutto quel poco che avanza in continue migliorie della struttura.
Noi non siamo diventati "imprenditori", ma siamo rimasti gli stessi orgogliosi volontari indipendenti di sempre, quelli che anni fa si sono battuti con tutte le loro forze per tutelare i diritti dei cani e dei gatti del canile della nostra città e per questo motivo all'epoca siamo stati derisi ,osteggiati ed infine estromessi dalle attività in canile.
Il mondo non si può cambiare, ma nel posto dove vivi ci si può provare!!!
Cambiare si può......cambiare si deve!!!
Un' altra idea di canile è possibile.
 
Per agevolarne la lettura riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:
 
I nebulizzatori in estate, per rinfrescare le cucce. Le lampade riscaldanti in inverno. Ed il nuovissimo reparto toelettatura, con l’acqua calda. In tre anni, il canile comunale della Spezia ha dato una casa a ben 199 cani e gatti, anche anziani ed acciaccati. Ed ora le “imprese” dei volontari dell’Impronta si possono seguire sui social, ma anche su You Tube e sulla pagina web dedicata. Con tanto di video, che raccontano la vita quotidiana del rifugio, le storie degli ospiti ancora in cerca di una casa. E le bellissime adozioni, che i ragazzi del canile seguono con attenzione, fin dal momento dei primi incontri, per essere sicuri che la scelta sia la migliore, sia per il “quattro zampe” che per gli adottanti. Accedere alle immagini e ai filmati è molto semplice. Basta inserire il nome dell’Impronta, o su Facebook o su Instagram o su Google. È come un libro aperto. C’è la storia dell’associazione, ci sono i dettagli sull’alimentazione di qualità, fortemente voluta fin dall’insediamento della no profit, che si è alleata con il progetto europeo Almo Nature. Ci sono i racconti delle uscite quotidiane, importantissime, tanto che i volontari hanno raddoppiato le aree di sgambatura, per permettere ai cani di lasciare la gabbia a turno, tutti i giorni. È stata «una pazza avventura», confidano i giovani, assumersi la fatica e la responsabilità di trasformare il rifugio di via Del Monte, unica struttura pubblica in tutta la provincia, in un modello. Ed il Comune, sottolineano, è stato da subito accanto. Fotografie, dettagli, filmati, permettono di conoscere le storie personali di ciascuno, con una rara trasparenza, che non è facile trovare in altre strutture. Chissà che qualcuno si innamori di Miele o di Sonia, due dei tanti meticci in attesa, o della gattina Isi, tutta nera, la cui “mamma” è mancata improvvisamente. L’Impronta risponde al 348 7882777.