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  IL MICROCHIP TRA REALTA,' LEGGENDA E FALSI MITI.
IL MICROCHIP TRA REALTA,' LEGGENDA E FALSI MITI.
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Sorvoliamo e solo per non crearne un dibattito filosofico, interessante a nostro avviso ma non attinente la realtà dei fatti, sulla leicità di inoculare sottocute un corpo estraneo ad un essere senziente senza che possa darne benestare.
Sorvoliamo perché appunto è un obbligo di Legge e come tale si presuppone si sia reso necessario per circoscrivere mala abitudini di noi esseri umani (come sempre sono le nostre azioni a richiedere reazioni che vanno ad agire direttamente sugli animali e non su noi stessi).
Come dicevamo, dotare di microchip di riconoscimento il proprio cane è un obbligo di Legge, punto.
Il microchip è l'unico strumento che ci consente di reclamare un cane come nostro nei confronti di terzi.
All'apposizione del microchip deve avvenire contestualmente la registrazione nell'anagrafe canina di competenza. Nel nostro caso, l'Asl 5 Sanità Animale, abbinera' a quel numero di microchip i nostri dati anagrafici, nome, cognome, codice fiscale, indirizzo di residenza e recapiti telefonici. Va da sé la fondamentale importanza di comunicare sempre eventuali variazioni di residenza o di numeri di cellulare. Non autogiustificate la pigrizia di questa omissione dando per scontato che il vostro cane non lo perderete mai perché se succederà vi pentirete di non averlo fatto.
Il microchip è rilevabile da un'apposita apparecchiatura, acquistabile facilmente online e quindi in dotazione a tutti i veterinari e a molte associazioni ma ATTENZIONE !!! solo all'Asl è possibile risalire ai dati anagrafici del proprietario!!! Quindi pensare di far verificare la presenza del chip da chichessia quando si trova un cane vagante, non solo non è propriamente ortodosso perché per Legge il recupero può essere effettuato solo dagli organi preposti (nel caso dello spezzino solo all'Asl mediante subappalto alla Coop Maris) ma è completamente inutile! Nella lettura del microchip vi apparirà pari pari un codice numerico come quello in foto e null'altro.
Possiamo suggerire ai proprietari dei cani di far verificare periodicamente dal proprio veterinario la corretta rilevazione del chip poiché anche se accade raramente, potrebbe risultare illeggibile.
Ad oggi purtroppo non esiste un'anagrafe canina nazionale (pensando ai numerosi turisti, figuriamoci internazionale!) ma solo regionale e pertanto rintracciare i padroni tra una regione e l'altra richiederà qualche giorno in più. Come Associazione ci auspichiamo che si provveda celermente a colmare questa lacuna.
Per quanto riguarda i gatti, non è ancora stata istituita un'anagrafe felina e non è fatto quindi obbligo di contrassegnarli con microchip, diciamo che dotare il proprio gatto di microchip può però essere utile per avere riscontro certo della proprietà di un gatto davanti ai sequestratori seriali di gatti beatamente in giro per il nostro territorio, fenomeno inviso ai più, praticato da pochi ma ferali fanatici, colpiti evidentemente da personali sindromi dell'abbandono che riversano sui poveri indifesi mici.
SE AMI IL TUO CANE, LO TUTELI CON IL MICROCHIP, TUTTO IL RESTO SONO SOLO DISCORSI!



IL MICROCHIP TRA REALTA,' LEGGENDA E FALSI MITI.
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