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Lunedì notte, nel canile municipale della Spezia, è stato compiuto un atto vergognoso, vile, di cui vogliamo mettervi a conoscenza tramite l'articolo uscito  sul Secolo XIX, scritto da Sondra Coggio. Noi siamo ancora molto scossi e sconcertati, chi l'ha fatto non ha esitato a mettere in pericolo la vita dei cani che, ancora una volta, si sono dimostrati mille volte meglio dell'uomo.
Per agevolare la lettura dell'articolo lo riportiamo in maniera integrale qui di seguito:
L'INCURSIONE VOLEVA SCREDITARE LE PERSONE CHE LAVORANO NELLA STRUTTURA: PER FORTUNA I CANI NON HANNO COMBATTUTO E NON SI SONO FATTI MALE. SUL FATTO INDAGA LA PROCURA.Sono stati aperti i ganci divisori fra le gabbie. Sui social era stata anticipata l'incursione.Volevano che i due cani si azzannassero. Forse speravano di presentare come un'arena da combattimento l'unico canile pubblico spezzino, quello di San Venerio, e far trovare ai volontari, all'alba di ieri, uno spettacolo atroce, gettando discredito sull'operato loro e del Comune. L'unica certezza è che qualcuno ha pianificato un'intrusione in piena notte, all'interno della struttura della Spezia.Nessun furto. Nessun vandalismo. E' accaduto qualcosa di molto più grave. Qualcuno ha spostato un cane aggressivo nella gabbia di un altro maschio di grossa taglia, mordace. Chi ha agito sapeva benissimo come fare. Per favorire il passaggio, sono stati aperti uno dopo l'altro i ganci interni che garantiscono i divisori fra uno spazio e l'altro. Il cane esca è stato fatto arrivare per gradi. Dopo di che sono stati chiusi tutti i ganci, e gli ignoti emissari sono scappati, in attesa dell'alba. Sarebbero riusciti nell'intento, se i cani non si fossero rivelati migliori di loro. Pur entrando a contatto, non hanno fatto quello che l'uomo aveva sperato. Si sono rispettati. E i volontari che gestiscono il rifugio ieri, hanno trovato con sconcerto quei due cani nella stessa gabbia, spostati nella notte, ma entrambi vivi.Qualcuno ha messo nel mirino il canile comunale. Il sospetto è che volesse far succedere qualcosa di bruttissimo, di talmente grave da

Lunedì notte, nel canile municipale della Spezia, è stato compiuto un atto vergognoso, vile, di cui vogliamo mettervi a conoscenza tramite l'articolo uscito  sul Secolo XIX, scritto da Sondra Coggio. Noi siamo ancora molto scossi e sconcertati, chi l'ha fatto non ha esitato a mettere in pericolo la vita dei cani che, ancora una volta, si sono dimostrati mille volte meglio dell'uomo.


Per agevolare la lettura dell'articolo lo riportiamo in maniera integrale qui di seguito:



L'INCURSIONE VOLEVA SCREDITARE LE PERSONE CHE LAVORANO NELLA STRUTTURA: PER FORTUNA I CANI NON HANNO COMBATTUTO E NON SI SONO FATTI MALE. SUL FATTO INDAGA LA PROCURA.

Sono stati aperti i ganci divisori fra le gabbie. Sui social era stata anticipata l'incursione.

Volevano che i due cani si azzannassero. Forse speravano di presentare come un'arena da combattimento l'unico canile pubblico spezzino, quello di San Venerio, e far trovare ai volontari, all'alba di ieri, uno spettacolo atroce, gettando discredito sull'operato loro e del Comune. L'unica certezza è che qualcuno ha pianificato un'intrusione in piena notte, all'interno della struttura della Spezia.
Nessun furto. Nessun vandalismo. E' accaduto qualcosa di molto più grave. Qualcuno ha spostato un cane aggressivo nella gabbia di un altro maschio di grossa taglia, mordace. Chi ha agito sapeva benissimo come fare. Per favorire il passaggio, sono stati aperti uno dopo l'altro i ganci interni che garantiscono i divisori fra uno spazio e l'altro. Il cane esca è stato fatto arrivare per gradi. Dopo di che sono stati chiusi tutti i ganci, e gli ignoti emissari sono scappati, in attesa dell'alba. Sarebbero riusciti nell'intento, se i cani non si fossero rivelati migliori di loro. Pur entrando a contatto, non hanno fatto quello che l'uomo aveva sperato. Si sono rispettati. E i volontari che gestiscono il rifugio ieri, hanno trovato con sconcerto quei due cani nella stessa gabbia, spostati nella notte, ma entrambi vivi.
Qualcuno ha messo nel mirino il canile comunale. Il sospetto è che volesse far succedere qualcosa di bruttissimo, di talmente grave da "screditare" l'operato del Comune e dei ragazzi della onlus che gestisce il rifugio. Non era mai accaduto niente di simile. S'è generata inquietudine, all'idea che qualcuno si sia spinto a tanto. Qualcuno che ben conosce la struttura, che sa benissimo come funzionano le gabbie e che ha operato perchè quei cani si sbranassero. Il caso è all'attenzione dell'autorità giudiziaria.
La Procura si occupa del canile spezzino da tre anni, da quando Legambiente denunciò la presenza di cani del Sud, non dichiarati e non registrati. Erano in carico a sindaci del ragusano, ma misteriosamente erano alla Spezia. A quell'inchiesta s'è sovrapposta la denuncia di chi gestiva all'epoca il canile spezzino, ed è subentrato in un rifugio privato in Emilia, denunciato a dicembre come presunto lager da una onlus del posto. L'ex gestore ha denunciato il Comune per presunte inefficienze strutturali. In questo contesto delicatissimo, l'altra notte qualcuno ha cercato di innescare una ulteriore miccia.
Dal fronte animalista spezzino, qualcuno aveva anticipato via social che ieri sarebbe avvenuto qualcosa di eclatante. Era stato pubblicato anche un conto alla rovescia, con un successivo link riferito proprio ad una intrusione notturna avvenuta di recente in un altro canile ligure. Nessuno, in quelle ore, aveva ancora resa pubblica la notizia della violazione notturna della struttura pubblica. Le coincidenze sono ora all'attenzione degli inquirenti. In quanto alla zona di San Venerio, il clima è di fortissima apprensione. Fa paura che ci sia chi gira indisturbato la notte, mettendo a rischio l'incolumità dei cani del canile."


L'adozione del nostro Lillo da parte della nostra volontaria Grazia in questo articolo uscito si Il Secolo XIX.
 
Qui sotto lo scritto del post da cui è stato preso spunto:
 
Certe storie non puoi non farle finire bene...Nei primissimi giorni di Novembre era stato recuperato vagante questo vecchietto senza microchip, pensavamo avremmo subito ritrovato i padroni ed invece... aspetta... aspetta... muovi la macchina delle conoscenze... solitamente si interpellano conoscenti nella zona del ritrovamento (ahhhh...l'importanza della veridicità dei luoghi di ritrovamento!)... aspetta, riaspetta e aspetta ancora... i primissimi giorni sembrava fossimo vicini alla soluzione ed invece niente, tutte le piste si sono rivelate non pertinenti.Povero nano matusalemme, il canile non era proprio luogo adatto a lui anche perché ha presto mostrato qualche problemino di salute. Nell'attesa di una soluzione e dei tempi tecnici di Legge dovevamo trovare una soluzione temporanea.Teniamo molto a specificare che per

L'adozione del nostro Lillo da parte della nostra volontaria Grazia in questo articolo uscito si Il Secolo XIX.

 

Qui sotto lo scritto del post da cui è stato preso spunto:

 

Certe storie non puoi non farle finire bene...
Nei primissimi giorni di Novembre era stato recuperato vagante questo vecchietto senza microchip, pensavamo avremmo subito ritrovato i padroni ed invece... aspetta... aspetta... muovi la macchina delle conoscenze... solitamente si interpellano conoscenti nella zona del ritrovamento (ahhhh...l'importanza della veridicità dei luoghi di ritrovamento!)... aspetta, riaspetta e aspetta ancora... i primissimi giorni sembrava fossimo vicini alla soluzione ed invece niente, tutte le piste si sono rivelate non pertinenti.
Povero nano matusalemme, il canile non era proprio luogo adatto a lui anche perché ha presto mostrato qualche problemino di salute. Nell'attesa di una soluzione e dei tempi tecnici di Legge dovevamo trovare una soluzione temporanea.
Teniamo molto a specificare che per "soluzione temporanea" intendiamo proprio soluzione temporanea per poter meglio salvaguardare la sua salute e nulla ha a che vedere con i principi e i metodi, gli usi ed i costumi, del ben più famoso rupestre sinonimo "stallo".
La soluzione arriva dal  Cuore di Volontario che ben sa capire quando il suo aiuto è indispensabile. In accordo con l'Asl il cane viene affidato al confort casalingo di una nostra volontaria.
Ora Lillo non deve più preoccuparsi di nulla perché è diventato a tutti gli effetti un membro della famiglia della nostra Grazia. Noi non possiamo che ringraziarla e con lei ringraziamo tutti i Volontari che si fanno carico sempre e solo degli ultimi.
Insomma, per farla breve, Lillo adottato!!!


Grazie all'organizzazione dell'assessore Giulia Giorgi e alla Curia Vescovile della Spezia, si è svolta in Piazza Europa la benedizione degli animali.Già l'anno scorso l'evento aveva riscosso un grande successo di pubblico e l'atmosfera creatasi ha fatto si che quest'anno l'organizzazione si arricchisse, riscuotendo un successo oltre ogni aspettativa.Tantissime le persone intervenute con i propri cani, presenti alcune Associazioni del territorio e l'unità cinofila dei cani da soccorso, un'occasione di gioia e spensieratezza per tutti i presenti.Inutile dire che i nostri Legolas, Lulù, Yago e Aldo si sono comportati benissimo, quanto se non di più dei cani già accasati, e hanno ricevuto carezze da tante persone presenti.Tanti anche i cani già felicemente adottati negli anni che ci sono venuti a portare un saluto.Questo evento sta diventando sempre più un momento di aggregazione amorevole, un'occasione di festa e socializzazione per tutti.Noi impazienti aspettiamo l'anno prossimo e nel frattempo vi aspettiamo tutti in canile per venire a conoscere di persona i cani in cerca di casa.
 
Per agevolarne la lettura riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:
 
Cavalli ed asinelli in Val di Vara e in Lunigiana, cani e gatti in città. Da Pignone a Pian di Follo, da Mulazzo a piazza Europa. Contesti diversi, stesso affetto.
Nel giorno di Sant’Antonio Abate, sono state numerose le benedizioni degli animali. E se in campagna sono sfilati i cavalieri, in piazza Europa sono stati soprattutto i piccoli amici domestici, a conquistare l’attenzione. L’eremita penitente, che strappava le anime all’inferno, viene ricordato in molte città con i falò. Venne associato poi all’immagine dei maialini, perché in suo nome era stato creato un ordine ospedaliero, che curava con il grasso i malati di bruciore, detto poi fuoco di Sant’Antonio.
Chi uccideva i maiali destinati all’uso, rischiava la scomunica. E così, pian pianino, si parlò del religioso come protettore dei macellai e dei salumai, e delle stalle. E – per estensione - degli animali. Il sentire di chi ama gli animali, è probabilmente oggi più vicino all’amore che incarnava San Francesco, ma la tradizione della benedizione è rimasta legata alla figura del monaco egiziano, morto anziano, ultracentenario, nel 356, in odore di santità. E nella ricorrenza del 17 gennaio la leggenda vuole addirittura che di notte gli animali possano parlare.
Per comodità, le benedizioni si sono fatte ieri, domenica, un po’ dovunque. In piazza Europa don Luca Palei e salito sul palco, con il suo sorriso, nell’ambito della festa promossa dal Comune. C’erano davvero tantissime persone.
La vice sindaco Genziana Giacomelli e l’assessore Giulia Giorgi hanno premiato i volontari ed i cani soccorritori del gruppo cinofilo Argo, in prima fila nelle ricerche di dispersi, e nelle calamità. In piazza, c’erano più stand delle associazioni che operano nella tutela degli animali, come Arkus, Lipu e L’impronta. I ragazzi del canile comunale della Spezia hanno portato anche alcuni dei cani in cerca di adozione.
«Si sono fermati in tantissimi - sottolinea Pierandrea Fosella - a chiedere informazioni, a proporsi di dare un aiuto. Grazie al Comune, per l’iniziativa. Siamo grati a tutti, chissà non sia scattato qualche colpo di fulmine per i nostri randagi». Recenti dati nazionali stimano in sessanta milioni i «pet», gli animali da compagnia. In Italia ci sono trenta milioni di pesciolini, tredici milioni i piccoli volatili, sette milioni di cani e altrettanti di gatti, più un paio di milioni fra conigli, criceti, cavie, furetti, e un altro milione di tartarughe, serpenti e iguane. Pare che ormai ci sia un animale da compagnia in quattro case su dieci, con dati in crescita anche fra le persone che vivono da sole.

Grazie all'organizzazione dell'assessore Giulia Giorgi e alla Curia Vescovile della Spezia, si è svolta in Piazza Europa la benedizione degli animali.
Già l'anno scorso l'evento aveva riscosso un grande successo di pubblico e l'atmosfera creatasi ha fatto si che quest'anno l'organizzazione si arricchisse, riscuotendo un successo oltre ogni aspettativa.
Tantissime le persone intervenute con i propri cani, presenti alcune Associazioni del territorio e l'unità cinofila dei cani da soccorso, un'occasione di gioia e spensieratezza per tutti i presenti.
Inutile dire che i nostri Legolas, Lulù, Yago e Aldo si sono comportati benissimo, quanto se non di più dei cani già accasati, e hanno ricevuto carezze da tante persone presenti.
Tanti anche i cani già felicemente adottati negli anni che ci sono venuti a portare un saluto.
Questo evento sta diventando sempre più un momento di aggregazione amorevole, un'occasione di festa e socializzazione per tutti.
Noi impazienti aspettiamo l'anno prossimo e nel frattempo vi aspettiamo tutti in canile per venire a conoscere di persona i cani in cerca di casa.

 

Per agevolarne la lettura riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:

 

Cavalli ed asinelli in Val di Vara e in Lunigiana, cani e gatti in città. Da Pignone a Pian di Follo, da Mulazzo a piazza Europa. Contesti diversi, stesso affetto.
Nel giorno di Sant’Antonio Abate, sono state numerose le benedizioni degli animali. E se in campagna sono sfilati i cavalieri, in piazza Europa sono stati soprattutto i piccoli amici domestici, a conquistare l’attenzione. L’eremita penitente, che strappava le anime all’inferno, viene ricordato in molte città con i falò. Venne associato poi all’immagine dei maialini, perché in suo nome era stato creato un ordine ospedaliero, che curava con il grasso i malati di bruciore, detto poi fuoco di Sant’Antonio.
Chi uccideva i maiali destinati all’uso, rischiava la scomunica. E così, pian pianino, si parlò del religioso come protettore dei macellai e dei salumai, e delle stalle. E – per estensione - degli animali. Il sentire di chi ama gli animali, è probabilmente oggi più vicino all’amore che incarnava San Francesco, ma la tradizione della benedizione è rimasta legata alla figura del monaco egiziano, morto anziano, ultracentenario, nel 356, in odore di santità. E nella ricorrenza del 17 gennaio la leggenda vuole addirittura che di notte gli animali possano parlare.
Per comodità, le benedizioni si sono fatte ieri, domenica, un po’ dovunque. In piazza Europa don Luca Palei e salito sul palco, con il suo sorriso, nell’ambito della festa promossa dal Comune. C’erano davvero tantissime persone.
La vice sindaco Genziana Giacomelli e l’assessore Giulia Giorgi hanno premiato i volontari ed i cani soccorritori del gruppo cinofilo Argo, in prima fila nelle ricerche di dispersi, e nelle calamità. In piazza, c’erano più stand delle associazioni che operano nella tutela degli animali, come Arkus, Lipu e L’impronta. I ragazzi del canile comunale della Spezia hanno portato anche alcuni dei cani in cerca di adozione.
«Si sono fermati in tantissimi - sottolinea Pierandrea Fosella - a chiedere informazioni, a proporsi di dare un aiuto. Grazie al Comune, per l’iniziativa. Siamo grati a tutti, chissà non sia scattato qualche colpo di fulmine per i nostri randagi». Recenti dati nazionali stimano in sessanta milioni i «pet», gli animali da compagnia. In Italia ci sono trenta milioni di pesciolini, tredici milioni i piccoli volatili, sette milioni di cani e altrettanti di gatti, più un paio di milioni fra conigli, criceti, cavie, furetti, e un altro milione di tartarughe, serpenti e iguane. Pare che ormai ci sia un animale da compagnia in quattro case su dieci, con dati in crescita anche fra le persone che vivono da sole.

l bellissimo gesto d'amore dei ragazzi della prima B della scuola elementare di Pian di Follo che hanno venduto parte dei loro giocattoli per donare giochi e biscotti agli animali ospiti del canile comunale è finito anche tra le pagine de Il Secolo XIX grazie a questo bell' articolo della giornalista Sondra Coggio.
Per agevolarne la lettura lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:
I ragazzi della I classe di Pian di Follo, accompagnati dalle mamme, hanno portato giochi,biscotti e snack per cani e gatti del canile di San Venerio. I volontari dell’Impronta sono rimasti colpiti dalla dolcezza dei piccoli , che hanno organizzato una raccolta, vendendo parte dei propri giocattoli, per aiutare i randagi della struttura comunale della Spezia. I ragazzi del canile ringraziano la scuola, le famiglie ed i bambini per la sensibilità. C’è stato evidentemente un progetto importante, di sensibilizzazione, dietro questo grande risultato. Grazie a Giuliana, Samuele, Agnese, Cristian, Gabriele, Edoardo, Samuel, Emma, Giada, Christian, Iacopo, Pietro, Alice, Elena, Ginevra, Eleonora, Gabriel, Ilaria, Andrea, Hiba, Caterina, e Giulia. I bambini hanno portato i loro disegni e hanno scelto delle citazioni importanti, per arricchire i messaggi.Come “un cane può trovare perfino nel più inutile di noi qualcosa in cui credere “ del saggista inglese Edward Verral Lucas, vissuto tra la fine dell’ottocento e la prima metà del novecento. E poi, parole di affetto per i cani, e ritratti deliziosi degli animali domestici di casa, fatti con tutta la spontaneità dell’infanzia. I volontari si sono commossi “ continuate così’ a coltivare il vostro cuore, e renderete il mondo un posto migliore.

l bellissimo gesto d'amore dei ragazzi della prima B della scuola elementare di Pian di Follo che hanno venduto parte dei loro giocattoli per donare giochi e biscotti agli animali ospiti del canile comunale è finito anche tra le pagine de Il Secolo XIX grazie a questo bell' articolo della giornalista Sondra Coggio.



Per agevolarne la lettura lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:



I ragazzi della I classe di Pian di Follo, accompagnati dalle mamme, hanno portato giochi,biscotti e snack per cani e gatti del canile di San Venerio. I volontari dell’Impronta sono rimasti colpiti dalla dolcezza dei piccoli , che hanno organizzato una raccolta, vendendo parte dei propri giocattoli, per aiutare i randagi della struttura comunale della Spezia. I ragazzi del canile ringraziano la scuola, le famiglie ed i bambini per la sensibilità. C’è stato evidentemente un progetto importante, di sensibilizzazione, dietro questo grande risultato. Grazie a Giuliana, Samuele, Agnese, Cristian, Gabriele, Edoardo, Samuel, Emma, Giada, Christian, Iacopo, Pietro, Alice, Elena, Ginevra, Eleonora, Gabriel, Ilaria, Andrea, Hiba, Caterina, e Giulia. I bambini hanno portato i loro disegni e hanno scelto delle citazioni importanti, per arricchire i messaggi.
Come “un cane può trovare perfino nel più inutile di noi qualcosa in cui credere “ del saggista inglese Edward Verral Lucas, vissuto tra la fine dell’ottocento e la prima metà del novecento. E poi, parole di affetto per i cani, e ritratti deliziosi degli animali domestici di casa, fatti con tutta la spontaneità dell’infanzia. I volontari si sono commossi “ continuate così’ a coltivare il vostro cuore, e renderete il mondo un posto migliore.


Articolo uscito su Il Secolo XIX sulla scomparsa e successivo ritrovamento in canile del cane Astro.
 
Per agevolarne la lettura lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:
 
Sempre insieme, Kimbi e Astro. Legatissimi, anche nelle piccole fughe,finite sempre bene. Solo che l'altra notte, quando Kimbi è tornato solo, per il fratello si è temuto il peggio. Ed è iniziata una mobilitazione, che si è conclusa - per fortuna - nel modo migliore. Sono più che fratelli, i due setter bianchi e neri. E sono due miracolati, adottati anni fa in canile.

Articolo uscito su Il Secolo XIX sulla scomparsa e successivo ritrovamento in canile del cane Astro.

 

Per agevolarne la lettura lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:

 

Sempre insieme, Kimbi e Astro. Legatissimi, anche nelle piccole fughe,finite sempre bene. Solo che l'altra notte, quando Kimbi è tornato solo, per il fratello si è temuto il peggio. Ed è iniziata una mobilitazione, che si è conclusa - per fortuna - nel modo migliore. Sono più che fratelli, i due setter bianchi e neri. E sono due miracolati, adottati anni fa in canile. "Erano piccoli - racconta la proprietaria - ed erano stati abbandonati. Sono arrivati in famiglia, e sono rimasti sempre con noi. E l'altra sera, quando uno solo è rientrato, ho davvero temuto che l'altro fosse stato catturato da un laccio. Viviamo in un a zona vicino al bosco, ci sono bracconieri che mettono trappole". Conoscono la caccia, Kimbi e Astro. "Forse l'altro giorno hanno fiutato una preda, forse sono saltati fuori dal giardino, e si sono messi ad inseguirla". Una tentazione pericolosa. Ed il rientro di uno solo dei due fratelli ha fatto spaventare tutti. "Non si sarebbero mai separati,senza un valido motivo": La ricerca di Astro è cominciata subito. A voce, nei boschi. Solo che il setter non c'era. Allora è iniziato il passa parola. "Speravo solo che nessuno lo trovasse senza vita, o gravemente ferito. Sono state ore di angoscia". Il cane, per fortuna, era vivo. Lo aveva incrociato una famigliola di stranieri, che ha pensato bene di consegnarlo alla stazione dei carabinieri. Astro è un cane dolce, affettuoso. "Pare che se lo siano portato dietro, per un pò, nel timore si facesse male". Chissà se Kimbi li ha visti andare via. Chissà se ha pensato di dover correre a casa e dare l'allarme. Certo è che il fratello è stato consegnato dai carabinieri alla Maris, che gestisce per la Asl 5 il servizio di recupero, e trasferito al canile della Spezia, che cura il primo soccorso per i cani rinvenuti fra Sarzana, Castelnuovo e d Ortonovo. I ragazzi dell'Impronta, che gestiscono il rifugio, si sono occupati del setter, che la famiglia ha correttamente dotato di microchip. Prima ancora della ricerca anagrafica, ha funzionato ancora una volta la rete del volontariato. Le fotografie del setter erano del tutto identiche al cane ricoverato a San Venerio. E così, ieri, la famiglia è salita al canile spezzino, a riabbracciare Astro. "E' impazzito di gioia, nel vederci- confida la sua proprietaria - davvero non ci sarebbe stato bisogno dei documenti, che naturalmente ho, per dimostrare che è il nostro cane". Chissà che paura deve aver provato il setter, che l'aria del canile la conosceva già, dopo il primo abbandono. Una gran fatica, ma ha potuto riconquistare il posto sul divano di casa, accanto a Kimbi, che non si dava pace per la sua assenza.


Sul tetto del caseggiato del canile sono stati installati dei pannelli fotovoltaici della potenza di 6 kw grazie ai quali riusciamo a soddisfare il fabbisogno energetico della struttura in maniera più economica e soprattutto più rispettosa verso l'ambiente.
Ne parla questo articolo uscito su Il Secolo XIX.
 
Per agevolarne la lettura  riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:
 
 
Sarà realizzato un impianto fotovoltaico al canile comunale della Spezia.
La decisione è maturata in questi giorni, nell’ambito dei lavori di riordino straordinario della parte impiantistica, che mostrava segni di vetustà ormai non più superabili. Nell'ambito della collaborazione fra il Comune e la onlus che gestisce il rifugio, la struttura di San Venerio è stata messa a norma, sotto il profilo degli impianti elettrici.
I volontari dell’Impronta hanno acquistato nuove lampade per il riscaldamento delle gabbie dei cani, e per il potenziamento dell’illuminazione esterna. Le bollette sono a carico della gestione. I ragazzi hanno provato ad azionare le nuove lampade, che fanno caldo, e si sono accorti che la rete non reggeva il consumo.
L’amministrazione civica ha verificato la situazione, con l'ausilio dei funzionari e dei tecnici, ed ha disposto un intervento urgente, che ha consentito di partire immediatamente con l’utilizzo delle lampade riscaldanti, amatissime dai cani e dai gatti del rifugio.
Il Comune però ha fatto un passo oltre, ha colto l'occasione per non limitarsi a far mettere a punto un nuovo impianto elettrico, in grado di supportare la richiesta di energia, ma gettare le basi per una produzione di energia interna, che garantisca di non ritrovarsi più senza corrente. Nella zona collinare, infatti, si verificano spesso disservizi, dovuti ad interruzioni dell’erogazione.
Il disagio c'è. AI fine di garantire continuità, e anche di dare un segnale importante nel campo delle energie rinnovabili, si è pensato ad un salto di qualità: dotare l’area di un impianto fotovoltaico, da installare direttamente sul tetto delle gabbie.
La Sel spezzina, che ha curato la prima parte dei lavori, si è resa disponibile al nuovo intervento, essendo già sul posto e a conoscenza delle problematiche specifiche della zona.
L'operazione sta andando avanti. Le cellule cattureranno i raggi del sole, e consentiranno di mettere da parte energia utile. Si risparmierà sui consumi, e si potrà avere sempre una riserva, in caso di interruzioni della linea di erogazione. —

Sul tetto del caseggiato del canile sono stati installati dei pannelli fotovoltaici della potenza di 6 kw grazie ai quali riusciamo a soddisfare il fabbisogno energetico della struttura in maniera più economica e soprattutto più rispettosa verso l'ambiente.

Ne parla questo articolo uscito su Il Secolo XIX.

 

Per agevolarne la lettura  riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:

 

 

Sarà realizzato un impianto fotovoltaico al canile comunale della Spezia.
La decisione è maturata in questi giorni, nell’ambito dei lavori di riordino straordinario della parte impiantistica, che mostrava segni di vetustà ormai non più superabili. Nell'ambito della collaborazione fra il Comune e la onlus che gestisce il rifugio, la struttura di San Venerio è stata messa a norma, sotto il profilo degli impianti elettrici.
I volontari dell’Impronta hanno acquistato nuove lampade per il riscaldamento delle gabbie dei cani, e per il potenziamento dell’illuminazione esterna. Le bollette sono a carico della gestione. I ragazzi hanno provato ad azionare le nuove lampade, che fanno caldo, e si sono accorti che la rete non reggeva il consumo.
L’amministrazione civica ha verificato la situazione, con l'ausilio dei funzionari e dei tecnici, ed ha disposto un intervento urgente, che ha consentito di partire immediatamente con l’utilizzo delle lampade riscaldanti, amatissime dai cani e dai gatti del rifugio.
Il Comune però ha fatto un passo oltre, ha colto l'occasione per non limitarsi a far mettere a punto un nuovo impianto elettrico, in grado di supportare la richiesta di energia, ma gettare le basi per una produzione di energia interna, che garantisca di non ritrovarsi più senza corrente. Nella zona collinare, infatti, si verificano spesso disservizi, dovuti ad interruzioni dell’erogazione.
Il disagio c'è. AI fine di garantire continuità, e anche di dare un segnale importante nel campo delle energie rinnovabili, si è pensato ad un salto di qualità: dotare l’area di un impianto fotovoltaico, da installare direttamente sul tetto delle gabbie.
La Sel spezzina, che ha curato la prima parte dei lavori, si è resa disponibile al nuovo intervento, essendo già sul posto e a conoscenza delle problematiche specifiche della zona.
L'operazione sta andando avanti. Le cellule cattureranno i raggi del sole, e consentiranno di mettere da parte energia utile. Si risparmierà sui consumi, e si potrà avere sempre una riserva, in caso di interruzioni della linea di erogazione. —

Il ritrovamento della gattina Annette nel canale Lagora in questo articolo su il Secolo XIX.
 
Per agevolarne la lettura lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:
 
Annette è tornata a casa. Aveva dei padroni, la gatta precipitata nel Lagora, salvata da Maura Silvestri. E anche l'articolo del Secolo XIX è stato d'aiuto per ritrovare i suoi

Il ritrovamento della gattina Annette nel canale Lagora in questo articolo su il Secolo XIX.

 

Per agevolarne la lettura lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:

 

Annette è tornata a casa. Aveva dei padroni, la gatta precipitata nel Lagora, salvata da Maura Silvestri. E anche l'articolo del Secolo XIX è stato d'aiuto per ritrovare i suoi "umani", che l'avevano perduta da un mese, e che non speravano più nel miracolo. Una bellissima storia di Capodanno. Maura adora fotografare la natura. Il Lagora è fitto di creature alate. Stava dedicandosi a riprendere aironi e anatroccoli, quando - dietro una foglia - ha scorto qualcosa. Erano due occhi verdissimi e spaventati. Era Annette. La gatta era caduta di sotto, chissà da quanti giorni. I suoi proprietari avevano tappezzato di volantini la zona di via Nino Bixio, invano. La micia - che ha nove anni - sembrava svanita nel nulla. Se Maura non l'avesse vista sarebbe stata la fine. Quando i vigili del fuoco si sono calati di sotto, era spaventatissima, e ormai instabile sulle zampe. Stremata dalla fatica e dalla fame. I vigili del fuoco sono stati bravissimi. L'hanno recuperata. Maura, con l'aiuto di Anna Sala e del marito Maurizio, l'ha portata a un primo consulto veterinario. Intanto si è attivata la Maris, che affianca il servizio dell' Asl 5. Il medico Briganti della clinica veterinaria Lunense l'ha trovata estremamente debilitata, fragile. E ha disposto una terapia antibiotica. Annette è stata accolta al canile del Comune. "Era veramente distrutta - testimonia la volontaria Anna Losa - stanca e disperata". Il passa parola e l'articolo sul ritrovamento, hanno aiutato a mettere insieme i pezzi del puzzle. Qualcuno ha ricordato il volantino di via Bixio, è così è stata informata la famiglia. E in poche ore i padroni di Annette hanno suonato al cancello, a San Venerio. "Hanno riconosciuto la gatta - conferma Pierandrea Fosella - e l'hanno portata a casa". Maura è scoppiata in un pianto a dirotto, alla bella notizia: "Si è sciolta tutta la tensione, non avrei potuto passare un Capodanno più felice". Annette è al caldo, è di nuovo con chi le vuole tanto bene, e tutti si augurano che riesca a riprendersi, grazie alle cure ed al calore della sua casa.