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Adozioni
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L'adozione del cuore del nostro piccolo e arzillo vecchietto Gastone raccontata dalla giornalista Sondra Coggio su Il Secolo XIX.
Per agevolare la lettura dell’articolo lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:
Ci sono gli abbandoni. Ci sono le storie terribili, di cani gettati via. E poi, c’è Gastone. Piccolo, sì, ma anziano, con le zampette storte, i dolori, una massa che gli cresce sul petto, a causa di una malattia, e il cuore ballerino. Gastone viveva in canile. Aspettava lì che il suo tempo scorresse, verso la fine. Un’adozione del cuore, gli ha spalancato il cancello del canile comunale di San Venerio. Non più una cella, per lui, illuminata dalle carezze affettuose dei volontari, ma comunque triste. Sulla sua copertina, può accoccolarsi sul letto, e sentirsi amato. A ringraziare le due “anime gentili capitate nel momento giusto al posto giusto”, sono i ragazzi della onlus L’Impronta, che si prodigano per le adozioni dei tanti cani dell’unica struttura pubblica della provincia, quella di San Venerio. «Antonella è la mamma di una nostra volontaria – raccontano – insieme al suo compagno, ha scelto proprio Gastone, nonostante tutti i suoi problemi. L’impegno sarà grande, ma restituirà senz’altro un grande amore. Non si può che ringraziare chi sceglie di regalare una vita dignitosa ad una creatura così fragile». La campagna di sensibilizzazione alle adozioni, ha consentito di raggiungere numeri altissimi. I ragazzi dell’Impronta fanno banchetti, iniziative, e tantissima promozione sui social. Purtroppo, però, arrivano sempre nuovi cani, in una catena senza fine. I volontari sono presenti in canile il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18: il sabato ci sono anche la mattina dalle 10 alle 12. Le referenti dell’associazione di volontariato, per le adozioni dei cani, sono Elisabetta 338 2635117 e Losa 320 1458159. Le referenti per le adozioni dei gatti, sono Chiara 347 7172458 e Paola 338 3871826.

L'adozione del cuore del nostro piccolo e arzillo vecchietto Gastone raccontata dalla giornalista Sondra Coggio su Il Secolo XIX.



Per agevolare la lettura dell’articolo lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:



Ci sono gli abbandoni. Ci sono le storie terribili, di cani gettati via. E poi, c’è Gastone. Piccolo, sì, ma anziano, con le zampette storte, i dolori, una massa che gli cresce sul petto, a causa di una malattia, e il cuore ballerino. Gastone viveva in canile. Aspettava lì che il suo tempo scorresse, verso la fine. Un’adozione del cuore, gli ha spalancato il cancello del canile comunale di San Venerio. Non più una cella, per lui, illuminata dalle carezze affettuose dei volontari, ma comunque triste. Sulla sua copertina, può accoccolarsi sul letto, e sentirsi amato. A ringraziare le due “anime gentili capitate nel momento giusto al posto giusto”, sono i ragazzi della onlus L’Impronta, che si prodigano per le adozioni dei tanti cani dell’unica struttura pubblica della provincia, quella di San Venerio. «Antonella è la mamma di una nostra volontaria – raccontano – insieme al suo compagno, ha scelto proprio Gastone, nonostante tutti i suoi problemi. L’impegno sarà grande, ma restituirà senz’altro un grande amore. Non si può che ringraziare chi sceglie di regalare una vita dignitosa ad una creatura così fragile». La campagna di sensibilizzazione alle adozioni, ha consentito di raggiungere numeri altissimi. I ragazzi dell’Impronta fanno banchetti, iniziative, e tantissima promozione sui social. Purtroppo, però, arrivano sempre nuovi cani, in una catena senza fine. I volontari sono presenti in canile il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18: il sabato ci sono anche la mattina dalle 10 alle 12. Le referenti dell’associazione di volontariato, per le adozioni dei cani, sono Elisabetta 338 2635117 e Losa 320 1458159. Le referenti per le adozioni dei gatti, sono Chiara 347 7172458 e Paola 338 3871826.


L'adozione del nostro Schianto raccontato dalla giornalista Sondra Coggio su Il Secolo XIX.
Per agevolare la lettura dell’articolo lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:
CHRISTIAN ha soltanto due anni. Un bimbo molto dolce. Quando il gattino Schianto l’ha visto, ha capito che era perfetto. Il bimbo ha raccontato ai volontari di possedere un sacco di macchinine, e an- che “un coccodrillo gigante, di pelouche, più grande di lui”. Certo è che quando Cristian s’è avvicinato, Schianto lo ha chiamato. Non a parole, no. L’ha fatto con la zampetta: l’ha sporta, attraverso le sbarre. L’adozione ci sarà. La famiglia di Cristian ha letto nello sguardo del gatto, e del bambino, tanta amicizia. A raccontare l’episodio, commossi, sono i volontari del canile comunale della Spezia. «E’ bello immaginare Schianto che rincorre le macchinine, e dorme sul coccodrillo gigante - raccontano – con la famiglia di Cristian che controlla, certo, perché crescere con un piccolo amico è una grande cosa, ma non si tratta di giocattoli, e si deve fare sempre attenzione. Certo è che quando qualcuno sale per adottare un gatto o un cane, a scegliere sono pro-rio loro...». I volontari sono presenti il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18: il sabato anche la mattina dalle 10 alle 12. Le referenti Impronta per le adozioni dei cani sono Elisabetta 338 2635117 e Losa 320 1458159, per i gatti Chiara 347 7172458 e Paola 338 3871826. 

L'adozione del nostro Schianto raccontato dalla giornalista Sondra Coggio su Il Secolo XIX.



Per agevolare la lettura dell’articolo lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:



CHRISTIAN ha soltanto due anni. Un bimbo molto dolce. Quando il gattino Schianto l’ha visto, ha capito che era perfetto. Il bimbo ha raccontato ai volontari di possedere un sacco di macchinine, e an- che “un coccodrillo gigante, di pelouche, più grande di lui”. Certo è che quando Cristian s’è avvicinato, Schianto lo ha chiamato. Non a parole, no. L’ha fatto con la zampetta: l’ha sporta, attraverso le sbarre. L’adozione ci sarà. La famiglia di Cristian ha letto nello sguardo del gatto, e del bambino, tanta amicizia. A raccontare l’episodio, commossi, sono i volontari del canile comunale della Spezia. «E’ bello immaginare Schianto che rincorre le macchinine, e dorme sul coccodrillo gigante - raccontano – con la famiglia di Cristian che controlla, certo, perché crescere con un piccolo amico è una grande cosa, ma non si tratta di giocattoli, e si deve fare sempre attenzione. Certo è che quando qualcuno sale per adottare un gatto o un cane, a scegliere sono pro-rio loro...». I volontari sono presenti il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18: il sabato anche la mattina dalle 10 alle 12. Le referenti Impronta per le adozioni dei cani sono Elisabetta 338 2635117 e Losa 320 1458159, per i gatti Chiara 347 7172458 e Paola 338 3871826. 


CHIRA E GIGIO DUE NANETTI ALLA RISCOSSA!!!Chira e Gigio protagonisti di questo articolo dalla giornalista Sondra Coggio su Il Secolo XIX.
Per agevolare la lettura dell’articolo lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:
LE adozioni sono tante, grazie alle molte iniziative di sensibilizzazione: ma sono tanti, purtroppo, anche gli abbandoni e le rinunce, da parte di chi consegna il proprio cane al canile, dichiarando di non poterlo più tenere con sé, per le ragioni più disparate. Risultato: la struttura comunale di San Venerio, l’unica pubblica sul territorio provinciale, è sempre affollata di cani che cercano una famiglia. Come Gigio e Chira, due amici strettissimi, di taglia medio piccola, che sperano di poter uscire insieme. Vivaci, dolci, simpatici. I volontari dell’associazione L’Impronta, sperano in una adozione di coppia. Gigio è quello bianco, con gli occhioni spaiati, mentre Chira è la piccola marroncina. Visitando il canile, si possono vedere dal vivo. C’è anche un cucciolone, nato e cresciuto in canile. Non conosce l’affetto di una famiglia, e il calore di una casa. I suoi occhi, li ha aperti sul mondo, all’interno della struttura, dove è stata accolta la mamma, in attesa dei cuccioli. Tutti i suoi fratellini sono stati adottati. Sono rimasti solo lui e la madre. Un bel cane, che probabilmente è rimasto, perché rispetto ai fratellini era il più grande. Cerca casa anche Homer, un bel pastore di taglia medio grande, “tostissimo con i suoi simili e i gatti, mentre con le persone è bravissimo”. Un discorso a sé, va fatto per Macchia, un bellissimo lupetto tutto pepe, taglia media. Non sente. Per lui, sarà necessaria solo un po’ di pazienza in più, per imparare a conoscersi, e approfondire l’approccio giusto. I volontari sono presenti in canile il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18: il sabato ci sono anche la mattina dalle 10 alle 12. Le referenti dell’associazione di volontariato, per le adozioni dei cani, sono Elisabetta 338 2635117 e Losa 320 1458159. Le referenti per le adozioni dei gatti, sono Chiara 347 7172458 e Paola 338 3871826. La struttura comunale si può visitare, contattando direttamente i volontari.

CHIRA E GIGIO DUE NANETTI ALLA RISCOSSA!!!

Chira e Gigio protagonisti di questo articolo dalla giornalista Sondra Coggio su Il Secolo XIX.



Per agevolare la lettura dell’articolo lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:



LE adozioni sono tante, grazie alle molte iniziative di sensibilizzazione: ma sono tanti, purtroppo, anche gli abbandoni e le rinunce, da parte di chi consegna il proprio cane al canile, dichiarando di non poterlo più tenere con sé, per le ragioni più disparate. Risultato: la struttura comunale di San Venerio, l’unica pubblica sul territorio provinciale, è sempre affollata di cani che cercano una famiglia. Come Gigio e Chira, due amici strettissimi, di taglia medio piccola, che sperano di poter uscire insieme. Vivaci, dolci, simpatici. I volontari dell’associazione L’Impronta, sperano in una adozione di coppia. Gigio è quello bianco, con gli occhioni spaiati, mentre Chira è la piccola marroncina. Visitando il canile, si possono vedere dal vivo. C’è anche un cucciolone, nato e cresciuto in canile. Non conosce l’affetto di una famiglia, e il calore di una casa. I suoi occhi, li ha aperti sul mondo, all’interno della struttura, dove è stata accolta la mamma, in attesa dei cuccioli. Tutti i suoi fratellini sono stati adottati. Sono rimasti solo lui e la madre. Un bel cane, che probabilmente è rimasto, perché rispetto ai fratellini era il più grande. Cerca casa anche Homer, un bel pastore di taglia medio grande, “tostissimo con i suoi simili e i gatti, mentre con le persone è bravissimo”. Un discorso a sé, va fatto per Macchia, un bellissimo lupetto tutto pepe, taglia media. Non sente. Per lui, sarà necessaria solo un po’ di pazienza in più, per imparare a conoscersi, e approfondire l’approccio giusto. I volontari sono presenti in canile il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18: il sabato ci sono anche la mattina dalle 10 alle 12. Le referenti dell’associazione di volontariato, per le adozioni dei cani, sono Elisabetta 338 2635117 e Losa 320 1458159. Le referenti per le adozioni dei gatti, sono Chiara 347 7172458 e Paola 338 3871826. La struttura comunale si può visitare, contattando direttamente i volontari.


Il nostro amato Nero ha partecipato all'ennesimo evento in città ma ancora una volta non è entrato nel cuore di nessuno, la giornalista Sondra Coggio gli ha dedicati questo bell'articolo.
 
Per agevolarne la lettura  riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:
 
E’ TORNATO in gabbia, come ogni sera ma dopo una giornata da cane libero. Nero, uno dei tanti cani in cerca di una famiglia, è sceso dal canile comunale di San Venerio, per partecipare alla cerimonia di benedizione degli animali, in Piazza Europa. L’hanno portato in città i volontari dell’associazione onlus “L’Impronta”. «Non avrebbe potuto essere una domenica più bella – ammette Pierandrea Fosella – Piazza Europa era piena di persone, con tantissimi cani. Ne abbiamo rivisti tanti, felicemente adottati a San Venerio». Nella giornata di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali domestici e da cortile, in tante località avviene ancora il rito della benedizione. Per Nero, è stata l’occasione di ricordare l’esistenza del canile. I volontari sono presenti in canile il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18: il sabato ci sono anche la mattina dalle 10 alle 12. Le referenti dell’associazione di volontariato, per le adozioni dei cani, sono Elisabetta 338 2635117 e Losa 320 1458159.

Il nostro amato Nero ha partecipato all'ennesimo evento in città ma ancora una volta non è entrato nel cuore di nessuno, la giornalista Sondra Coggio gli ha dedicati questo bell'articolo.

 

Per agevolarne la lettura  riportiamo qui sotto il contenuto dell’articolo in maniera integrale:

 

E’ TORNATO in gabbia, come ogni sera ma dopo una giornata da cane libero. Nero, uno dei tanti cani in cerca di una famiglia, è sceso dal canile comunale di San Venerio, per partecipare alla cerimonia di benedizione degli animali, in Piazza Europa. L’hanno portato in città i volontari dell’associazione onlus “L’Impronta”. «Non avrebbe potuto essere una domenica più bella – ammette Pierandrea Fosella – Piazza Europa era piena di persone, con tantissimi cani. Ne abbiamo rivisti tanti, felicemente adottati a San Venerio». Nella giornata di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali domestici e da cortile, in tante località avviene ancora il rito della benedizione. Per Nero, è stata l’occasione di ricordare l’esistenza del canile. I volontari sono presenti in canile il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18: il sabato ci sono anche la mattina dalle 10 alle 12. Le referenti dell’associazione di volontariato, per le adozioni dei cani, sono Elisabetta 338 2635117 e Losa 320 1458159.


La bellissima storia a lieto fine del cagnolino Jimmy raccontata dalla giornalista Sondra Coggio su Il Secolo XIX.
Per agevolare la lettura dell’articolo lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:
«Aspettami qui, Jimmy». «Sì». Non sa parlare, Jimmy, se non con gli occhi, e scuotendo freneticamente la coda. E così, con il suo codice, aveva rassicurato la sua “umana”, che lo aveva legato all’esterno del supermercato, ed era entrata a fare la spesa. Solo che il piccoletto, una nuvola di pelliccia bianca, era sparito. E la proprietaria, spaventatissima, aveva tappezzato il quartiere della Chiappa di manifestini. Lo avevano avvistato in via Benedicenti, dopo il “salto del gatto”. Poi, il vuoto. Si temeva che il cagnolino fosse morto, ingoiato dalla macchia. Fino all’altro giorno, quando è ricomparso in pieno centro. Confuso, spaventato. Per sua fortuna, c’era il banchetto dei ragazzi dell’Impronta, i volontari del canile comunale, impegnati a promuovere le adozioni. Quando i passanti hanno visto il cagnetto, tutto solo, per fortuna si sono fermati e hanno informato la polizia municipale, che s’è interessata della sua sorte. La prassi, è quella di trasferire i randagi al canile: ma i volontari hanno pregato di aspettare un attimo, per fare un tentativo, e ritrovare la padrona. Non si sapeva se potesse essere proprio il cagnolino svanito nel nulla in tutt’altro quartiere. L’intuizione, è stata quella di chiedere a … Jimmy. E di seguirlo, tenendolo al guinzaglio. Così è stato. E proprio il piccolo cane, tirando, ha fatto capire dove risiedeva la sua “umana”: in centro, non distante da dove lui stava vagando. La donna, in quel momento, non era in casa: ma i suoi vicini sì. E sono stati loro, a riconoscerlo, visibilmente commossi. Jimmy è stato davvero coraggioso. In qualche modo, quando s'è smarrito alla Chiappa, ha capito che doveva raggiungere il centro: perché sapeva che la sua

La bellissima storia a lieto fine del cagnolino Jimmy raccontata dalla giornalista Sondra Coggio su Il Secolo XIX.



Per agevolare la lettura dell’articolo lo riportiamo qui sotto in maniera integrale:



«Aspettami qui, Jimmy». «Sì». Non sa parlare, Jimmy, se non con gli occhi, e scuotendo freneticamente la coda. E così, con il suo codice, aveva rassicurato la sua “umana”, che lo aveva legato all’esterno del supermercato, ed era entrata a fare la spesa. Solo che il piccoletto, una nuvola di pelliccia bianca, era sparito. E la proprietaria, spaventatissima, aveva tappezzato il quartiere della Chiappa di manifestini. Lo avevano avvistato in via Benedicenti, dopo il “salto del gatto”. Poi, il vuoto. Si temeva che il cagnolino fosse morto, ingoiato dalla macchia. Fino all’altro giorno, quando è ricomparso in pieno centro. Confuso, spaventato. Per sua fortuna, c’era il banchetto dei ragazzi dell’Impronta, i volontari del canile comunale, impegnati a promuovere le adozioni. Quando i passanti hanno visto il cagnetto, tutto solo, per fortuna si sono fermati e hanno informato la polizia municipale, che s’è interessata della sua sorte. La prassi, è quella di trasferire i randagi al canile: ma i volontari hanno pregato di aspettare un attimo, per fare un tentativo, e ritrovare la padrona. Non si sapeva se potesse essere proprio il cagnolino svanito nel nulla in tutt’altro quartiere. L’intuizione, è stata quella di chiedere a … Jimmy. E di seguirlo, tenendolo al guinzaglio. Così è stato. E proprio il piccolo cane, tirando, ha fatto capire dove risiedeva la sua “umana”: in centro, non distante da dove lui stava vagando. La donna, in quel momento, non era in casa: ma i suoi vicini sì. E sono stati loro, a riconoscerlo, visibilmente commossi. Jimmy è stato davvero coraggioso. In qualche modo, quando s'è smarrito alla Chiappa, ha capito che doveva raggiungere il centro: perché sapeva che la sua "umana" vive lì. Scarmigliato, stanchissimo, chissà come si è nutrito, per sette lunghi giorni. Rispetto alla fotografia diffusa al momento della scomparsa, sembrava davvero un altro. Niente a che vedere col principino pettinato, in posa. Era esausto, i riccioli al vento: ma vivo. Un cane in gamba, il piccoletto. Chissà quanto gli batteva il cuore, quando s’è avventurato per le strade, rischiando di essere investito e travolto. «Grazie a tutti quanti hanno reso possibile questo miracolo – sottolinea l’Impronta – a chi s’è fermato, a chi ha chiesto aiuto ai vigili, a chi ci ha aiutato. E naturalmente a Jimmy…». Chissà quante avventure racconterà agli amici cani, su questi sette giorni. E chissà com’è successo, che è scappato: se qualcuno o qualcosa l’ha spaventato. Ciò che conta, è che sia di nuovo al calduccio. Sereno e felice.