space
Adozioni
Abbiamo raggiunto 194 adozioni!
Grazie a tutti quelli che lo hanno reso possibile
Seguici sui social

 

Anche quest'anno potete decidere di aiutare la nostra piccola associazione destinandoci il 5x1000 della vostra dichiarazione dei redditi specificando il nostro codice fiscale 91089910110. 

  CORDA E' VOLATO SUL PONTE
CORDA E' VOLATO SUL PONTE
Torna indietro

 

Questo il nostro post di addio al dolce Corda:

 

Mentre l'estate cede il passo all'autunno,
un cane nero muore in canile.
Mentre "ma si dai, una cucciolata facciamogliela fare",
un cane nero muore in canile.
Mentre parte l'ennesima staffetta,
un cane nero muore in canile.
Mentre clicchi su 'compralo ora',
un cane nero muore in canile.
Mentre invece che sterilizzare, salvi il mondo spostando cani dal Sud,
un cane nero al Nord muore in canile.
Mentre scegli un border o un golden perché di moda,
un cane nero muore in canile.
Mentre utopicamente aspetti di avere la villa col parco di Versailles,
un cane nero muore in canile.

A nulla serve più sgolarsi a raccontare quanto sei buono, quanto sei ubbidiente, quanto sei educato in casa.
L'amore infinito che provavamo per te noi sciocchi e visionari volontari, sarà sempre e solo nostro e ti accompagni in questo viaggio... non è un banchetto, non è un evento, non è una casa, non una famiglia ma sicuramente sarà per te il Paradiso.
Arrivederci Corda e ti preghiamo, se quel ponte con fiori ed arcobaleno esiste davvero, aspettaci li ad accogliere le nostre anime ferite.

 

E questo il testo dell'articolo che per agevolarne la lettura viene riportato  qui sotto in maniera integrale:

 

Era stato trovato in un bosco, il collo stretto da un laccio
Vani i tentativi dei volontari del canile di salvargli la vita

Lo avevano sentito piangere. Piano, piano. In mezzo al bosco. Non si riusciva nemmeno a capire dove fosse. Seguendo quel richiamo sottile, sofferente, lo avevano trovato, ed il veterinario aveva scosso la testa. «Non ce la farà».

Quel cane, preso al laccio da un bracconiere, era diventato tutt’uno con la corda. Non si poteva guardarlo, da come era ridotto. Tanto aveva lottato, per tentare di liberarsi, che la trappola gli si era infilata sotto nella carne. Eppure i suoi occhi, grandi, erano dolci e sgranati. Umili, nel chiedere aiuto.

Era successo qualche anno fa. L’aveva raccontato Il Secolo XIX, di quel cane, sopravvissuto poi contro ogni previsione. L’avevano chiamato Corda, in canile. Per ricordare quanto può essere cattivo chi bracca gli animali nel bosco. Non era toccato ad una volpe, ad un cinghiale. Era toccato a lui. Stessa terribile violenza. Sarebbe morto dissanguato, il meticcio con la barba bianca, se non l’avessero trovato.

Nessuno lo aveva cercato, quando era stata pubblicata la sua foto. E nessuno lo aveva adottato. Troppo «normale». Eppure i suoi occhi erano rimasti teneri e fiduciosi. Colmi di affetto. Se l’erano preso a cuore, i volontari. Una carezza per Corda. Un bocconcino per Corda. E se l’erano anche portato ai banchetti, negli ultimi due anni. Perché speravano davvero che potesse trovare una famiglia. Un cane «perfetto», pacato, equilibrato. Adulto, ma non vecchio. E tanto gentile.

L’altra mattina l’hanno trovato morto. Sapevano che le tante sofferenze patite gli avrebbero presentato il conto, e che non c’era niente di più che si potesse fare. Se n’è andato col suo sorriso, Corda. Con lo sguardo buono di chi non concepisce rancore, ma solo riconoscenza. I suoi occhi si erano fatti più maturi, quasi saggi.

Era riuscito a perdonare chi lo aveva fatto soffrire, e a vivere in pace con sé stesso, nel suo piccolo mondo di pochi metri di cella, aspettando le sgambate coi volontari, e quei banchetti in cerca di un padrone che non verrà.